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Naima Valentina Vavassori

Mi definisco una sperimentatrice investigatrice perchè mi piace indagare e provare fino a scoprire strade che stimolino la mia curiosità. Come nel bosco quando stai camminando e a un certo punto ti senti richiamato da quel sentiero che non è segnato, allora lo segui e scopri una bellissima foresta, ma poi si interrompe per il tronco di un albero caduto e allora cambi strada, che ti conduce in un altro scorcio nascosto che non avresti potuto scoprire se avessi seguito il sentiero segnato. Con il tempo sto imparando che prima sperimento con il corpo e poi investigo ciò che ho appreso con la mente per unire poi i pezzi il puzzle. Mescolo e rimescolo fino a trovare una nuova forma, la quale è in continua evoluzione.

Sono sempre stata una bambina curiosa e creativa. Da piccola volevo fare la veterinaria, poi la personal trainer e infine il medico. Ma dopo il liceo nel 2010 sono approdata all’osteopatia ‘’per caso’’. Non ho capito fin da subito il valore di questa filosofia e quale grande dono mi fosse stato fatto dalla vita.

Negli anni mi sono appassionata all’anatomia, in particolare all’anatomia di relazione fasciale. La fascia è il contenitore che determina la nostra forma fisica e psico-emozionale, ci avvolge e tutto avvolge dentro di noi, sente le nostre emozioni, i nostri pensieri, li immagazzina nella sua rete acquosa e connette il nucleo della cellula fino alla cute esterna.

Così da dopo la laurea ho continuato ad approfondire lo studio della fascia incontrando la psico-neuro-immuno-endocrinologia con la quale ho capito come la fascia stessa sia il terreno sul quale si instaura un quadro di disequilibrio che conduce alla malattia fisica.

In generale il corpo per me è una fonte di mistero e di continuo stupore. Essendo una persona molto aerea è sempre stato difficile relazionarmi con lui. Da adolescente non mi accettavo e facevo di tutto per assomigliare a degli standard inarrivabili. Poi qualcosa è cambiato e ho iniziato a maturare una visione diversa di cosa significa davvero prendersi cura di sé. Questa consapevolezza è iniziata quando mi sono riapprocciata alla Natura, riscoprendo la bellezza della montagna, del trekking e dell’alpinismo. Ma c’era sempre un qualcosa di fondo che mi spingeva a non rispettare pienamente il mio sentire.

Nel 2016 leggo per la prima volta Mestruazioni di Alexandra Pope e inizio ad ascoltare la mia ciclicità attraverso l’osservazione delle onde mensili con l’utilizzo di un diario mestruale. Così decido di approfondire il tema delle ciclicità consapevole e della salute femminile, sempre secondo l’ottica PNEI. Da quel momento la consapevolezza riguardo il ciclo mestruale è uno dei pilastri interiori che porto avanti per coltivare la mia salute ed espandere questa consapevolezza ad altre donne è ciò a cui tengo. Il rapporto con me stessa è cambiato anche grazie all’incontro nel 2017 con lo yoga che mi ha permesso e sta permettendo di ritrovare il piacere di muovermi nel corpo, assaporando la fatica e sentendo la bellezza del coltivare ogni giorno una nuova qualità e padronanza di movimento. Lo yoga e il fluire durante una pratica sono come una danza (che è l’altra mia passione) e la mia ricerca si orienta verso questo tipo di gestualità, come l’acqua sinuosa di un fiume che è sostenuta dal letto di terra sul quale scorre.

In tutto questo scoprire e sperimentare in modo spontaneo qualche anno fa ho avuto l’ispirazione di amalgamare l’osteopatia allo yoga e così è nato Con-Tatto, in cui miscelo la pratica osteopatica di autotrattamento a quella yogica di movimento. L’intento di Con-Tatto è quello di sentire come l’auto-tocco è una medicina per i nostri tessuti, per la nostra anima e anche per la nostra personalità, che spesso ha bisogno di essere contenuta e rassicurata. Inoltre, con questo approccio posso diffondere la conoscenza anatomica del corpo attraverso l’anatomia esperienziale. Da qui è nato il il videocorso Osteoyoga: la fascia, il dolore e il benessere corporeo nella visione integrata di osteopatia e yoga, che ha lo scopo di diffondere questa visione integrata nell’interpretazione di un sintomo e di dare strumenti pratici per la cura.

Nel 2018 in seguito a un grande lutto ho congelato il mio cuore, ma la vita mi ha dato la possibilità di incontrare la medicina sciamanica brasiliana, la quale mi ha sostenuto per un periodo e mi ha riaperto il ricordo dello sciamanesimo come via per nutrire la mia anima e ricordarmi dello Spirito.

Grazie a questo incontro la mia relazione con la Natura è cambiata e mi sono riavvicinata a quella natura selvaggia che mantiene vivo il Fuoco interiore. Nel mentre è fiorita un’altra passione: lo studio delle pratiche erboristiche e delle erbe. Mi piace curarle, raccoglierle, coltivarle, osservarle, averle vicino, parlare con loro e utilizzarle per il mio benessere.

Ho iniziato a inserire nella mia vita di tutti i giorni dei rituali di cura osservando come questo cambiasse la qualità della giornata. Fermarsi di fronte a un infuso assaporando il tepore del calore del fumo, lasciarsi trasportare dall’essenza profumata di un olio per acquietare il respiro, massaggiare la pelle con i dolci unguenti, lavare il cuore con i bagni di erbe, depurarsi con gli impacchi di argilla… Sentendo il beneficio sul mio corpo ho deciso di dare questa direzione anche ai trattamenti osteopatici individuali e a Con-Tatto, dove oltre all’autotrattamento, alle pratiche yogiche unisco anche i rituali di cura.

Attività didattica

Dal 2015 al 2023 sono relatrice presso il corso di formazione per insegnanti yoga organizzati da Studio Yoga (Brescia): Yoga e Ayurveda Therapy per la donna sul tema:’’Il sistema fasciale, le connessioni con l’apparato neuro-muscolo-scheletrico e viscerale e le modalità di autotrattamento della fascia’’

Passioni e interessi

Amo la vita in Natura e le tradizioni legati ai suoi cicli (i sabba delle nostre nonne e nonni). Nel 2022 ho comprato un piccolo Van e ho sperimentato la vita libera e selvaggia per due mesi e mezzo girando per la Sardegna. Alzarsi la mattina in riva al mare con il Sole che sta per sorgere, tuffarsi in acqua e lasciarsi scaldare dai primi raggi abbandonata sulla riva, camminare a piedi nudi tutto il tempo, cucinare al tramonto della sera con la quiete del mare… Sedersi attorno a un fuoco, condividere buona musica, stare in ascolto dello scoppiettio della brace e del silenzio delle stelle… Tutto questo è ciò che mi riporta a casa e mi fa sentire viva.

Attività creativa di autoproduzione

Dalla passione per le erbe e per la Terra ho iniziato a produrre prima per me stessa e poi per gli altri su richiesta:

🌿 creme per viso e corpo all’essenza di Legno di Rosa o Gelsomino

🌿burrocacao

🌿profumi solidi

🌿scrub solidi

🌿maschere per il viso

🌿 unguenti curativi, all’oleolito di Iperico e all’oleolito di Calendula

In entrambi i casi le erbe o gli oli essenziali in aggiunta sono piante che o raccolgo o coltivo oppure che procuro da coltivatori con un’etica per l’utilizzo della Terra.

Ti aspetto!

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